L’intestino è come un secondo cervello
Disturbi gastrointestinali: organici e funzionali
I disturbi gastrointestinali organici sono condizioni in cui è presente un’alterazione della struttura anatomica di un organo dell’apparato digerente, con una conseguente compromissione della sua funzione. Vengono diagnosticati attraverso test ed esami medici e sono spesso caratterizzati da:
dolore acuto e/o persistente
dolore che risveglia durante la notte
dolore con una localizzazione precisa
I disturbi gastrointestinali funzionali sono condizioni in cui l’apparato digerente funziona in modo anomalo, ma senza un danno strutturale evidente. Gli esami di routine, di laboratorio, radiologici o endoscopici possono risultare nella norma, nonostante la presenza di sintomi anche molto debilitanti per chi ne soffre.
Il trattamento nutrizionale
Come posso aiutarti?
Quando si convive con l’Hashimoto, i sintomi possono cambiare nel tempo e spesso si sovrappongono: stanchezza persistente, difficoltà a perdere peso, gonfiore e intestino irregolare, pelle secca e capelli fragili, “nebbia mentale” e sbalzi d’umore. Non è solo un elenco di segnali: è il modo in cui il corpo ti sta chiedendo di cambiare strategia.
Un nutrizionista per Hashimoto lavora proprio qui: non sull’idea di “mangiare meno”, ma sul creare un’alimentazione che ti permetta di gestire meglio i sintomi nella vita reale, con continuità e criterio.
Molte persone convivono con questi sintomi per anni prima di trovare un approccio realmente personalizzato. Il primo passo è smettere di normalizzare ciò che normale non è.
Quali sono le conseguenze sugli altri organi?
Cosa provocano i disturbi gastrointestinali organici?
Le alterazioni provocate da questi disturbi possono affliggere vari tratti dell’apparato digerente:
- ESOFAGO: disordini motori della deglutizione, esofagite, ernia iatale, malattia da reflusso gastro-esofageo
- STOMACO: gastrite, ulcera peptica
- DUODENO: celiachia, morbo di Crohn
- COLECISTI: calcoli
- PANCREAS: pancreatite
- COLON-RETTO: rettocolite ulcerosa, dolicocolon, diverticoli, emorroidi, ragadi
- FEGATO: steatosi epatica non alcolica (fegato grasso)
I segnali più comuni
Cosa provocano i disturbi gastrointestinali funzionali?
Ecco le conseguenze dei disturbi gastrointestinali funzionali:
- INTESTINO: Sindrome dell’Intestino Irritabile (IBS) con dolore addominale e stitichezza o feci molli o alternanza tra le due
- COLON: stitichezza con feci dure o a grumi, sensazione di evacuazione incompleta, sensazione di ostruzione-blocco, meno di 3 evaquazioni spontanee alla settimana
- STOMACO: lentezza digestiva e senso di sazietà precoce, dolore-bruciore gastrico, reflusso, gonfiore addominale, nausea e vomito
- COLECISTI: sintomi a tipo colica biliare in assenza di calcoli e di infiammazione della cistifellea
Visite nutrizionali online
Le visite nutrizionali online permettono di seguire un percorso strutturato anche se non puoi recarti in studio. L’approccio clinico, l’ascolto e la personalizzazione restano gli stessi delle visite in presenza, con la comodità di collegarti da casa.
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Domande frequenti su alimentazione e disturbi gastrointestinali
Di seguito trovi tutte le risposte ai dubbi più comuni sui disturbi gastrointestinali e sull’alimentazione.
Quando è utile rivolgersi a un nutrizionista?
Quando i sintomi persistono, si ripresentano nel tempo o limitano la qualità della vita. Un approccio nutrizionale personalizzato aiuta a identificare le cause e costruire una strategia efficace e sostenibile.
Come capire se i miei sintomi sono funzionali o organici?
La distinzione avviene attraverso una valutazione clinica e, se necessario, esami diagnostici. In presenza di esami nella norma ma sintomi persistenti come gonfiore, dolore o alterazioni intestinali, si parla spesso di disturbi funzionali.
I disturbi gastrointestinali funzionali sono meno gravi?
No. Anche se non presentano danni strutturali, possono essere molto impattanti sulla qualità della vita e richiedono un approccio mirato per essere gestiti correttamente.
Quali sono i sintomi più comuni dei disturbi gastrointestinali?
I sintomi più frequenti includono gonfiore addominale, dolore, alterazioni dell’alvo (stitichezza o diarrea), reflusso, nausea, digestione lenta e senso di pienezza precoce.
L’alimentazione può influenzare i disturbi gastrointestinali?
Sì. L’alimentazione ha un ruolo centrale sia nello sviluppo che nella gestione dei sintomi. Alcuni alimenti possono peggiorare la sintomatologia, mentre un piano nutrizionale mirato può contribuire a ridurla in modo significativo.
È necessario eliminare molti alimenti?
Non necessariamente. L’obiettivo non è eliminare tutto, ma individuare ciò che scatena i sintomi e lavorare su una reintroduzione graduale per costruire un’alimentazione sostenibile.