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Riduzione dell’infiammazione e salute intestinale

Nutrizionista dieta paleo

La dieta Paleo si ispira all’alimentazione dei nostri antenati del Paleolitico, basata su alimenti disponibili in natura: carne, pesce, uova, verdura, frutta e semi.

Nel contesto clinico moderno, l’approccio Paleo viene strutturato come protocollo nutrizionale mirato alla riduzione dell’infiammazione sistemica, con particolare attenzione alla salute intestinale e alla modulazione immunitaria.

Non è una semplice esclusione di alimenti, ma un percorso progressivo e personalizzato, soprattutto in presenza di patologie su base infiammatoria o autoimmune.

Selezione degli alimenti nel modello paleo

Cosa si mangia nella dieta paleo

La dieta Paleo privilegia alimenti semplici, non industrialmente trasformati e naturalmente privi di cereali e latticini.

Proteine animali

  • carne

  • pesce

  • uova

Alimenti vegetali

  • verdura

  • frutta

  • semi e frutta secca

Grassi naturali

  • olio extravergine di oliva

  • avocado

  • grassi naturalmente presenti negli alimenti animali

Sono invece esclusi o fortemente limitati:

  • cereali e derivati

  • legumi

  • latticini

  • prodotti industriali raffinati

Le quantità, le esclusioni e la durata del protocollo vengono sempre adattate alla persona e alla condizione clinica.

Eliminazione selettiva degli stimoli pro-infiammatori

Come funziona la dieta paleo

Il modello Paleo moderno prevede l’esclusione o la forte riduzione di alimenti contenenti molecole potenzialmente pro-infiammatorie, tra cui:

  • glutine del grano

  • caseina del latte

  • lectine dei legumi

  • solanine presenti in alcune solanacee come melanzane, pomodori e peperoni

L’obiettivo non è demonizzare singoli alimenti, ma ridurre il carico infiammatorio in soggetti predisposti, soprattutto quando esiste una componente autoimmune o una compromissione della barriera intestinale.

Quando può essere indicata

Patologie con componente infiammatoria

L’alimentazione Paleo può essere valutata come supporto nutrizionale in presenza di condizioni caratterizzate da componente infiammatoria, tra cui:

  • malattie autoimmuni organo-specifiche del sistema endocrino, come tiroidite di Hashimoto, malattia di Graves, diabete mellito di tipo 1

  • connettiviti e vasculiti autoimmuni non organo-specifiche, come lupus, sindrome da anticorpi antifosfolipidi, sclerosi sistemica, sindrome di Sjogren, artrite reumatoide

  • condizioni da iperandrogenismo, come acne, irsutismo e PCOS

Il percorso non sostituisce la terapia medica, ma può affiancarla in modo strutturato.

Lo stesso metodo, anche a distanza

Visite nutrizionali online

Le visite nutrizionali online permettono di seguire un percorso strutturato anche se non puoi recarti in studio. L’approccio clinico, l’ascolto e la personalizzazione restano gli stessi delle visite in presenza, con la comodità di collegarti da casa.

Domande frequenti sulla dieta paleo

Di seguito trovi tutte le risposte ai dubbi più comuni sulla dieta paleo.

La dieta paleo è adatta a tutti?

No. È un protocollo selettivo che va valutato in base alla condizione clinica, agli obiettivi e alla sostenibilità nel lungo periodo.

Non sempre. In alcuni casi l’eliminazione è temporanea e rientra in un percorso strutturato con eventuali reintroduzioni controllate.

Può portare a riduzione del peso in alcune persone, ma il suo obiettivo principale nel contesto clinico è la modulazione dell’infiammazione.

Solo se indicato. L’integrazione deve essere personalizzata e inserita in un piano strutturato.

Può essere un supporto nutrizionale in presenza di patologie autoimmuni, soprattutto quando la componente intestinale è rilevante.

In presenza di patologie o condizioni complesse è sconsigliato il fai da te. Un percorso guidato permette monitoraggio e adattamenti sicuri.